July 15 – 18, 2025

 Team

 Choreographer: Federico Zeno Bassanese

 Composer/Musician: Dorotea Crameri

 Dancers: Fiammetta Gotta, Emma Frandino, Daniel Agudo Gallardo

 Artistic Consultant: Gennaro Chianese

 “Reality vs Virtual – A Contemporary Fable”

The choreographic residency in Saluzzo represents a key stage in the international project developed by EIDART, Varna Dance Theater Foundation, Polish choreographer Anna Hop, dancer and choreographer Federico Zeno Bassanese, and theatre director Joseph Alford, with contributions from Dorotea Crameri and Edo Frenkel (electronic music and sound dramaturgy), the VR production team led by Konrad Ziaja, and with the support of the Polish Dance Theatre. At the heart of the research lies the intersection between body, technology, and augmented reality—a pressing reflection on our contemporary world.

This residency is part of a three-year project unfolding across Poland, Bulgaria, Italy, Germany, and other European countries, and is included in the “Artist in Residence No.12” program.

The Saluzzo stage will offer a group of artists the opportunity to alternate between choreographic research and creative rest, within a context that fosters cultural exchange, dialogue between practices, and the development of a shared performative vision.

The core of the research focuses on relational dynamics between the real and virtual worlds, exploring how technology is reshaping our habits, our physical language, and our relationship with solitude. The dancers will move between choreography, improvisation, and interaction with electronic sound, in a sensitive inquiry into how the body changes when it exists solely through the mediation of an interface.

 Inspired by the dystopian world of George Orwell’s 1984, the dramaturgy takes the shape of a contemporary fable: a person lives immersed in a hyperconnected reality, yet remains profoundly alone. Relief appears in the form of an AI “companion,” which at first seems to offer presence and rhythm, but gradually reveals itself as another kind of algorithmic prison. Only when reality breaks in—through an unexpected visit, a child, a human gaze—does a glimpse of authentic connection re-emerge.

The residency is conceived as a space for reflection, listening, and creation—a time to nurture the creative process without the pressure to deliver immediate results, fully aligned with the objectives of the hosting program. The choreographic research becomes a tool for investigating urgent questions: how does the body change when it lives in the virtual? How does it move when interacting only with intangible entities? What rhythm defines a day without pauses, dictated by algorithms and advertising? And finally, what happens when the real—a neighbor, an infant, a glance—breaks into the screened-off space?

In Saluzzo, the work will take shape through direct exchange among artists from different nationalities, aiming to connect territories, languages, and generations through an immersive and transcultural artistic experience.

 Through this project, the creative team seeks to ask—both of themselves and the audience—a crucial question: Where is the boundary between the real and the artificial today? And above all, where does the human find refuge?

– 18 Luglio 2025

 Team

 Coreografo: Federico Zeno Bassanese

 Compositrice/Musicista: Dorotea Crameri

 Danzatori: Fiammetta Gotta, Emma Frandino, Daniel Agudo Gallardo

 Consulente Ar7s7co: Gennaro Chianese

 “Realtà vs Virtuale – una fiaba contemporanea”

La residenza coreografica a Saluzzo rappresenta una tappa fondamentale del progetto internazionale sviluppato da EIDART, Varna Dance Theater Foundation, la coreografa polacca Anna Hop, il danzatore e coreografo Federico Zeno Bassanese e il regista teatrale Joseph Alford, con il contributo di Dorotea Crameri ed Edo Frenkel (musica elettronica e drammaturgia sonora), del team di produzione VR guidato da Konrad Ziaja e con il supporto del Polish Dance Theatre. Al centro della ricerca: l’intersezione tra corpo, tecnologia e realtà aumentata, in una riflessione urgente sulla nostra contemporaneità.

Questa residenza, parte integrante di un progetto triennale che si sviluppa tra Polonia, Bulgaria, Italia, Germania e altri paesi europei, si inserisce all’interno del programma “Artist in Residence No.12”.

La tappa a Saluzzo offrirà a un gruppo di artisti l’opportunità di alternare ricerca coreografica e riposo creativo in un contesto che valorizza lo scambio culturale, l’incontro tra pratiche e lo sviluppo di un pensiero performativo condiviso.

Il cuore della ricerca si concentra sulle dinamiche relazionali tra mondo reale e mondo virtuale, esplorando come la tecnologia ridefinisca le nostre abitudini, il nostro linguaggio corporeo e il rapporto con la solitudine. I danzatori coinvolti si muoveranno tra coreografia, improvvisazione e interazione con suoni elettronici, in una ricerca sensibile su come cambia il corpo quando vive esclusivamente attraverso l’intermediazione di un’interfaccia.

Ispirata all’universo distopico di 1984 di George Orwell, la drammaturgia prende la forma di una fiaba contemporanea: una persona vive immersa in una realtà iperconnessa, ma profondamente solitaria. La promessa di sollievo arriva sotto forma di un’Intelligenza Artificiale “companion”, che inizialmente sembra offrire presenza e ritmo, ma che progressivamente si rivela una nuova forma di prigione algoritmica. Solo quando la realtà irrompe – attraverso una visita imprevista, un bambino, uno sguardo umano – si apre uno spiraglio verso l’autenticità della relazione.

La residenza è concepita come spazio di riflessione, ascolto e creazione, un momento per nutrire il processo creativo, senza l’obbligo di produrre un esito immediato, in piena sintonia con gli obiettivi del programma che la ospita. La ricerca coreografica si fa strumento per indagare domande urgenti: come cambia il corpo quando vive nel virtuale? Come si muove quando interagisce solo con entità immateriali? Che ritmo assume una giornata senza pause, scandita da algoritmi e pubblicità? E infine, cosa accade quando il reale – un vicino, un neonato, uno sguardo – irrompe nello spazio schermato?

A Saluzzo, il lavoro prenderà forma attraverso un dialogo diretto tra artisti di diverse nazionalità, con l’obiettivo di connettere territori, linguaggi e generazioni, costruendo un’esperienza artistica immersiva e transculturale.

Attraverso questo progetto, il team creativo intende interrogarsi – e interrogare il pubblico – su una domanda cruciale: dove si trova oggi il confine tra reale e artificiale? E, soprattutto, dove trova riparo l’umano?

2025 Concept